...And now art is playing with you!
Riflessioni in fieri
Le regole basilari del gioco sono semplici e non paiono macchinose. Tuttavia, l’adempimento alla regola #1 potrebbe portare il giocatore* a scontrarsi con una serie di paradossi e problematici rompicapo.
Scorrendo la lista delle opere proposte il giocatore si accorge che si tratta di opere d’arte contemporanea in cui la dimensione formale ed oggettuale di manufatto artistico non è assolutamente il fulcro del lavoro. Esso si allarga, si smaterializza, costituisce interazioni con la sfera sociale in cui è stato prodotto, rendendo difficile se non impossibile un rifacimento che non sia anche snaturamento dell’opera. Il giocatore si scontra con un rompicapo: dov’è effettivamente l’opera? Che cosa va rifatto e su che cosa si può transigere?
Il giocatore che ha scelto di rifare una performance viene posto davanti ad un apparente paradosso: l’adempimento alla regola #1 non chiede forse di riprodurre l’irriproducibile per eccellenza, in cui la centralità va all’hic et nunc di artista e fruitore? Come risolvere il problema affinchè il gioco vada avanti?
Verranno elencati qui di seguito alcuni tentativi di risoluzione del problema.
1. Giocatori 1 e 2 ripropongono “Rythm 0” di Marina Abramovic
Anche se in un caso il titolo è stato cambiato, entrambi i giocatori hanno cercato di rifare la performance nel modo più aderente possibile all’originale. Per motivi pratici e di sicurezza è stata diminuita la durata della performance; gli oggetti non sono stati gli stessi che aveva utilizzato la Abramovic, bensì scelti dai giocatori. Ai giocatori mancava, inoltre, la lunga preparazione che l’artista aveva fatto prima di eseguire la performance.
La regola #1, in questo caso, si può considerare rispettata; nonostante le limitazioni lo schema esteriore dell’azione viene mantenuto.
Giocatore 1
Giocatore 2
L'Originale
Marina Abramovic "Rithm 0" (1974)
2. Gruppo di giocatori 3 e gruppo di giocatori 4 ripropongono “Filature” di Sophie Calle
Il gruppo di giocatori 3, per motivi pratici, non è riuscito ad ingaggiare un investigatore privato. Un membro del gruppo veniva quindi pedinato da altri membri del medesimo gruppo: si deduce facilmente come, in questo modo, il senso dell’opera cambi radicalmente.
Il gruppo di giocatori 4 ha riprodotto fedelmente la performance assumendo un investigatore privato vero, dimostrando come l’aderenza all’originale fosse possibile.
Sophie Calle "la Filature" (1981)
3. Giocatore 5 ripropone “San Frigo” di Jimmy Durham
In questo caso viene proposta un’operazione intellettuale che è anche riflessione sul problema della riproducibilità dell’opera di Durham, più che un suo tentato rifacimento. Il giocatore convoca gli spettatori e, invece di rifare l’evento performativo davanti a loro, in aderenza all’originale, presenta ai fruitori i tre soggetti centrali della performance (l’artista, il frigo e il sanpietrino) e spiega perchè quel gesto non può venire riproposto in quel momento.
Jimmy Durham "Saint Frigo" (1996)
Il giocatore 3 non rispetta la regola #1.